Valutazione

del paziente algico


Scala analogica visuale (VAS)
Questa scala lineare è la rappresentazione visiva dell'ampiezza del dolore che un paziente crede di
avvertire. Un'estremità indica l'assenza di dolore, mentre l'altra rappresenta il peggiore dolore immaginabile

La scala viene compilata dal paziente, al quale viene chiesto di tracciare sulla linea un segno che
rappresenti il livello di dolore provato rispetto a un momento precedente. È  ampiamente utilizzato perché semplice ed è indipendente dal linguaggio. È ben più accurata di una scala di categorie verbali.
Ha delle varianti adatte per i bambini e per le persone con difficoltà cognitive (scala dei grigi). 

 

Scala numerica verbale (VNS)

La scala numerica verbale è una scala di valutazione del dolore semplice, molto simile alla VAS. È lineare e ha, con quest'ultima, una buona concordanza.
È facilmente compresa dal paziente che sceglie semplicemente un numero fra 0 e 10  per rappresentare il livello di dolore.

La scala viene compilata dal paziente, al quale viene chiesto di tracciare sulla linea un segno che
rappresenti il livello di dolore provato rispetto a un momento precedente. È  ampiamente utilizzato perché semplice ed è indipendente dal linguaggio. È ben più accurata di una scala di categorie verbali.
Ha delle varianti adatte per i bambini e per le persone con difficoltà cognitive (scala dei grigi). 

 

Scala numerica verbale (VNS)

La scala numerica verbale è una scala di valutazione del dolore semplice, molto simile alla VAS. È lineare e ha, con quest'ultima, una buona concordanza.
È facilmente compresa dal paziente che sceglie semplicemente un numero fra 0 e 10  per rappresentare il livello di dolore.

Un'altra scala di sollievo del dolore costituisce una variante della scala numerica verbale. Gli estremi definiscono il grado di sollievo del dolore; lo zero indica nessun sollievo, mentre il dieci indica un sollievo completo.

Misure soggettive multidimensionali
Comprendono:

  • il diario del dolore, cioè l’esposizione personale orale o scritta  con annotazione del dolore in relazione a  esperienze e comportamenti quotidiani;
  • i questionari che sono  composti da un elenco di parole che descrivono la dimensione affettiva, sensoriale, e cognitiva del dolore;
  • le scale che danno una indicazione numerica.

Un mezzo semplice ed efficace è lo schema di intervista PQRST, facile da ricordare perché
richiama le onde dell’elettrocardiogramma:

Provocato da

Cosa lo fa peggiorare? Cosa lo fa migliorare?

Qualità

A cosa assomiglia?

Irradiazione

Dov’è il dolore e dove si sposta?

Severità

Quanto è forte?

Tempo

C’è sempre o va e viene?

 

Nel bambino da 6  a  8 anni si usa prevalentemente  la  “happy face pain rating scale”.  


Tuttavia e in ultima analisi, gli operatori sanitari, per  impostare  un protocollo terapeutico   al paziente affetto da dolore persistente da cancro, devono valutare attentamente, oltre all’intensità del dolore, anche la sfera psico-affettiva e sociale del paziente stesso. Per fare ciò i medici devono saper praticare l’arte dell’ascolto attivo  durante il colloquio anamnestico che comprende:

  • l’arte del tacere: per lasciare al paziente il tempo di parlare e di entrare in comunicazione con se stesso, per permettergli di esprimere ciò che sente (il malato parla nell’80% dei casi). Bisogna trasmettere serenità  e la sensazione che si ha piacere di comunicare;
  • l’invito al paziente a parlare: Trasmettergli in maniera attiva la nostra disponibilità ad ascoltarlo e di stare a comprendere il messaggio che si sta ricevendo, attraverso uno sguardo, un segno, una parola : « sono qui per parlare con lei »;
  • la proposta  al paziente di rispondere a domande aperte: talvolta la comunicazione inizia gradualmente : « come si sente ? »;  
  • scegliere parole che tocchino sia la sfera sentimentale sia quella emotiva, sia quella dei pensieri sia quella della speranza e dell’immaginazione, sia quella del corpo e del suo dolore;
  • l’eseguire chiarificazioni e verifiche su quello che dice il paziente in rapporto a quello che dice la parentela  che lo circonda;
  • l’utilizzo delle decodificazioni e delle ripetizioni  alla persona in difficoltà su quello che il medico crede di percepire del suo dolore;

Queste tecniche permettono al malato di sentirsi ascoltato. Si crea intimità ed egli può continuare a esprimersi liberamente riguardo a ciò che egli vuole. Il paziente ha, inoltre, la sensazione di poter controllare il colloquio. Il medico  deve   capire  se il paziente che ha di fronte   è  in una fase di rifiuto, di ribellione, di patteggiamento, di depressione   o    di accettazione della malattia.



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