Trattamento dell'ernia discale sintomatica e
Neuroriflessoterapia
Personalizzata

L’ecografia applicata alla riflessoterapia personalizzata

L’uso, ormai quotidiano, delle sonde ecografiche ad altissima frequenza da 7,5 a 10  Mhz, hanno potuto affermare l’attendibilità diagnostica dell’ecografia nello studio dei tessuti molli superficiali ed in particolare di tendini, muscoli, fasce muscolari, ligamenti, capsule articolari e strutture vascolari artero-venose.
Lo studio ecografico visualizza, in tempo reale, anche i movimenti dei vasi, dei tendini e dei muscoli. Questo ha contribuito a restituire importanza  a questa metodica di indagine clinica .
Il vantaggio maggiore consiste nella possibilità di vedere in tempo reale, la struttura o il tessuto patologico e di controllarne l’eventuale miglioramento o il cambiamento ecostrutturale dopo terapia e a distanza di tempo, poiché, essendo un esame innocuo, può essere ripetuto più volte. Infatti, le alterazioni strutturali del sottocute e della muscolatura come per esempio le  raccolte ascessuali, le contratture, le distrazioni muscolari, gli ematomi, le rotture tendinee, le tendiniti e/o le tendinosi, gli edemi e i  noduli,   sono ben visibili all’ecografia con la possibilità di dare inizio ad un  follow-up.

Nei pazienti affetti da lombalgia e lombo sciatalgia, con documentata ernia del disco,  da sottoporre a tecniche di Neuroreflessoterapia Personalizzata, l’ecografia, nei punti  dolorosi, documenta   alterazioni eco strutturali circoscritte di vario tipo di cui le più frequenti sono:
-zone muscolari contratte ed edematose;
-fasce muscolari ispessite ;
-noduli grassosi sottocutanei (pseudo lipomi!!!!);
-ispessimento della cute  negli strati superficiali.
Dopo le applicazioni della Neuroreflessoterapia  Personalizzata  in queste  formazioni anatomo-funzionali   patologiche, si assiste ad una modificazione  immediatamente dell’eco-struttura     con sensibile miglioramento nella riduzione di edema e nella riduzione volumetrica della lesione  fino al 50%. Il controllo ecografico  a distanza di un mese dall’ultimo trattamento, in genere,  documenta un ulteriore miglioramento fino alla  riattivazione  morfo-funzionale  dell’ecostruttura patologica che si concretizza anche con la scomparsa della sintomatologia dolorosa.

     

 

Alla luce dei fatti l’Ecografia arricchisce le informazioni delle immagini vertebro-discali della TAC e della RMN.

Tecnica  di realizzazione della riflessoterapia personalizzata

Si tratta di applicare definiti stimoli riflessogeni in determinati punti.
Per avere un buon risultato nel trattamento della lombalgia e della  lombosciatalgia, i criteri di approccio alle aree  o alle zone da trattare, devono seguire tre punti fondamentali:

  • Il punto doloroso massimo
  • Il punto doloroso vertebrale
  • Il punto doloroso di partenza clinica.

Il primo è quello che denuncia il paziente spontaneamente; il secondo è ricercato dal medico nella regione vertebrale a livello metamerico corrispondente al primo (che spesso corrisponde anche al danno anatomico), il terzo sarà indicato dal paziente, su richiesta del medico, poiché riterrà che vi sia un punto trigger “da cui parte” il dolore.
L’atteggiamento del medico è di provocare una pressione attenta, prudente, d’intensità costante per non rilevare falsi positivi e che darà al medico chiare risposte tattile di inconfondibile dolore. La collaborazione del paziente è fondamentale per non determinare un’approssimazione della zona dolorosa.
L’applicazione clinica  è considerata “personalizzata” sia per la citata variabilità personale della posizione del punto, a parità di patologie similari, sia per la variabilità  dei punti dolorosi nel corso della sequenza delle sedute.
La lombosciatalgia può essere associata o confusa con altre patologie quali mialgie, affezioni viscerali, disturbi della sfera psico-affettiva. Anche in  questi casi,  è   sempre possibile individuare i punti dolorosi con notevole precisione.
Di qui nasce l’ipotesi dei punti dolorosi personali: “A ogni sensazione di patologia corrisponde almeno un punto doloroso somatico personale”, come la rottura dell’equilibrio o la perdita del compenso somatico, viscerale  o psicoemotivo sia nelle patologie di tipo transitorio sia in quelle intermittenti e/o persistenti.

neuroriflessoterapia personalizzata con tecnica infiltrativa.

Strumenti  riflessogeni  per lo stimolo dei punti dolorosi

Molti metodi e strumenti che vengono utilizzati fanno  parte della comune riflessoterapia. In concreto, può essere usato ogni stimolo capace di provocare una risposta riflessa.
Andrà quindi scelta la tecnica più conosciuta dal medico,   più appropriata per il paziente e che sia capace di mostrare una attività miorilassante favorevole sul dolore con l’eliminazione della contrattura che è alla base della componente algica . Gli strumenti più efficaci sono:

  • Il soft-laser
  • Le infissioni di uno o più aghi
  • Il massaggio drenante
  • La mesoterapia con iniettore a pressione senz’ago
  • L’ago metallico riscaldato
  • L’infiltrazione  con soluzione  fisiologica con o senza aggiunta di anestetico, cortisonico, antinfiammatorio etc.
Nei casi acuti, alla fine di ogni seduta, una media dell’80% dei pazienti dichiara un immediato miglioramento, mentre nei casi di dolore persistente la media scende al 30%. I pazienti trattati, inoltre, presentano una minor percentuale di recidive dei punti dolenti

 


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