Rieducazione Posturale

Colonna vertebrale: cenni anatomici
La colonna vertebrale è composta da sette vertebre cervicali, dodici vertebre dorsali, cinque vertebre lombari, osso sacro e coccige, da  ligamenti intervertebrali, da una muscolatura a più strati  insieme alle curve  fisiologiche lordosi cervicale, cifosi dorsale, lordosi  lombare e cifosi sacro-coccigea che la sostiene dagli eventuali sovraccarichi  esterni e da quelli provenienti dall'impatto dei piedi col suolo  allo scopo di ammortizzare il carico della testa e del torace.
Ogni vertebra è collegata con l'altra grazie al disco intervertebrale, morbido all'interno e duro all'esterno, che agisce   come  un cuscinetto ammortizzatore. I dischi costituiscono, con le vertebre a cui sono collegate, una vera e propria articolazione.

                                                         

 

La colonna vertebrale protegge il midollo spinale che si estende dalla base del cervello fino alle vertebre lombari (canale midollare) e dal quale si diramano i fasci nervosi che raggiungono gli organi e le varie regioni del corpo.

Le curve fisiologiche della colonna vertebrale possono diventare più o meno accentuate nelle modificazioni  posturali patologiche. Quando queste sono più accentuate, l’appoggio, cioè  il carico    tra un  disco intervertebrale e l’altro, è maldistribuito così   la pressione  della colonna  aumenta moltissimo perché grava solo su una piccola area  del disco   provocandone lo spostamento e/o la dislocazione del disco stesso (protrusione o ernia discale). Infatti, per una realtà fisica, in quel punto del disco, la pressione  aumenta in modo inversamente proporzionale  alla superficie di appoggio  seguendo la formula P= F/S (dove P=   pressione e S=    superficie). (La pressione è una grandezza fisica, definita come il rapporto tra la forza agente ortogonalmente su una superficie e la superficie

stessa          p = \frac {F_{\perp}}{S}              )

 
           

Curva accentuata e appoggio discale maldistribuito
Quando, invece, le curve sono  meno accentuate rispetto a quelle fisiologiche,    ci troviamo di fronte ad una situazione di indebolimento dei muscoli lombari ed il dolore compare soprattutto in posizione di flessione del busto in avanti e nella posizione seduta.

Lo stress psichico, la sedentarietà, l’alimentazione inadeguata, i disturbi del sonno, le cattive abitudini di vita come  labuso di fumo, di alcool  e di droghe,  in soggetti psicolabili, hanno la capacità di modificare il tono muscolare della colonna (e di qualsiasi altro distretto muscolare) sia  in senso di rigidità  sia in senso di rilassatezza con perdita della forza muscolare e /o   dell’equilibrio posturale  modificando  il  suo corretto allineamento (dispercezione corporea).
La disfunzione posturale della colonna vertebrale si dice primitiva quando il difetto primario riguarda le alterazioni congenite del sistema miofasciale e muscolo-scheletrico e  quando esiste  l’appoggio podalico patologico (valgo, piatto, misto, cavo).   

Le  principali alterazioni statiche sul piano sagittale si dividono in quattro tipologie:
1)-soggetto con piede valgo: piano allineato, aumento delle curve;
2)-soggetto con piede piatto: piano scapolare posteriore;
3)-soggetto con piede misto: piano scapolare anteriore;
4)-soggetto con piede cavo: piano allineato, diminuzione delle curve.

Nelle modificazioni della postura dinamica, assume un’importanza fondamentale  la valutazione della mobilizzazione   delle principali articolazioni, in particolare  quelle che prendono parte al cosiddetto  “sistema elica”.
Nella deambulazione, il piede acquisisce il significato di “dispositivo ammortizzante” in grado di assorbire e neutralizzare le forze meccaniche e gravitazionali  attraverso complessi movimenti elicoidali di avvolgimento o svolgimento (piede elica), per tutelare l’integrità fisica.

                 

Quando il piede è inadeguato per i movimenti elicoidali ed effettua rotazioni e torsioni errate,  viene sottoposto a  ipersollecitazione podo-patologiche  dando luogo a lesioni quali metatarsalgie, neuroma di Morton,  spina calcaneare, callosità etcc.. creando una sorta di circolo vizioso  e rendendo il piede inadeguato a regolare il rapporto fra forze interne ed esterne.  Anche l’alluce valgo è una deformazione del piede che determina una deambulazione scorretta le cui cause vanno ricercate nei carichi squilibrati del corpo sull’avampiede durante la fase propulsiva del passo aggravato della predisposizione genetica e dall’uso di scarpe inadeguate (tacchi alti e punta stretta).
Non va trascurato che  il piede è un organo di senso ossia porta d’ingresso di stimoli ambientali come le mani.
Il piede piatto è   un difetto d’irrigidimento causato da una mancanza di rotazione dei segmenti anteriori dell’astragalo (l’elica podalica si  avvolge in maniera insufficiente), che da luogo, in successione  cronologica, a cedevolezza nel piede infantile, a piede valgo-piatto nell’adolescenza e a piede piatto artrosico nell’adulto. Al contrario il piede cavo ha un eccesso di rotazione (pronazione) dei segmenti anteriori dell’astragalo e quindi un difetto di rilasciamento e un’eccessiva elicatura podalica. Il piede reagisce con appoggi di compenso al suolo favorendo le lesioni del piede come le dita a martello, a griffe o ad artiglio.
La baropodometria  statica e dinamica risulta uno strumento importante per la corretta diagnosi del piede piatto o cavo.

Postura della lingua

Baropodometria

L’analisi delle caratteristiche morfologiche e funzionali dell’arto inferiore, sul piano trasverso, apre un grosso capitolo sulle patologia strutturali  e le anomalie di rotazione dell’ articolazione  coxofemorale con le ripercussioni  sulla funzionalità podalica e viceversa.  Il piede, nello studio della biomeccanica e della pato-meccanica, viene sempre più collegato alla funzionalità dei segmenti corporei sovrastanti, in particolare con il cingolo pelvico, con il cingolo scapolo-omerale, con la cerniera cervico-occipitale fino all’articolazione temporo-mandibolare. È chiaro,quindi, che un appoggio non corretto si ripercuote  sulle articolazioni delle caviglie, delle ginocchia, delle anche e di tutta la colonna vertebrale  fino   all’articolazione con il  cranio.

 


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