Dolore e Postura

  • La strategia terapeutica

La strategia terapeutica  mette  in atto un processo che, tenuto conto  delle diverse realtà cliniche e  delle diverse  scelte terapeutiche possibili, produca una  gestione efficace del caso. Quindi deve:

  • Caratterizzarsi in interventi di tipo multimodale con attuazione di più tecniche all’interno di una stessa competenza o di competenze  multidisciplinari (integrazione coordinata d’interventi diagnostici e terapeutici appartenenti a più competenze);
  • Proporsi con:
    • l’utilizzo di una scala di priorità relativamente all’impiego dei mezzi antalgici.
    • la minor invasività possibile ( almeno inizialmente),
    • la partecipazione del paziente alla terapia,
    • il miglioramento della qualità della vita,
    • il controllo dei disturbi collaterali o degli effetti avversi. 

 

L’algologo deve avere un  proprio ambito clinico, “la medicina del dolore”, che abbia come metodologia generale la pianificazione di un processo  che consenta la gestione del paziente algico attraverso  lo sviluppo di quattro fasi:

  1. l’analisi clinica (anamnesi: esame obiettivo, test di valutazione del dolore, test diagnostici),
  2. l’identificazione diagnostica  (anche nella sua espressione differenziale),
  3. la strategia terapeutica,
  4. la revisione valutativa del quadro clinico.

Le quattro fasi devono avere l’obiettivo fondamentale   di fornire al paziente la migliore soluzione analgesica possibile, in accordo con un buon giudizio clinico e psicodinamico.

 

Il dolore da cancro può essere curato efficacemente nella grande maggioranza dei casi.
La soppressione del dolore è un diritto di tutti i pazienti per migliorare la qualità della vita residua.  Il dolore da cancro, a parte la sua utile funzione iniziale di allarme per l’alterata funzionalità  dell’organismo, diventa, poi,  inutile, dannoso e fonte di sofferenza totale esasperando  situazioni   disagevoli e invalidanti sia a livello psichico sia a livello fisico.   L’intensità del dolore varia da paziente a paziente in base al tessuto colpito, alla cultura, alla morale, all’umore, alle precedenti esperienze dolorose e all’attesa di guarigione. Il dolore da cancro è stato definito “dolore totale”  

 

 

E’ una tecnica sorprendentemente efficace se si riesce a localizzare il trigger point come avviene agevolmente in alcune cefalee, nel mal di spalla, nel torcicollo e nel  mal di schiena   e in alcune  situazioni cliniche   in cui non e stata fatta diagnosi clinica e strumentale.
Sono definiti Trigger Points (T.P.) (punti grilletto), o siti di iper-irritabilità, piccole aree ubicate in segmenti muscolari   caratterizzati da gruppi di fibre in stato di contrattura persistente, in seguito ad insulto o  a danno da sovraccarico. Essi limitano il movimento  mantenendo in tensione   il  muscolo di appartenenza.

 

 Si è rivelata utile nel trattamento dei dolori da affezioni vertebrali e paravertebrali.
Il mal di schiena  (“low bach pain”) è una condizione  di malattia molto frequente  nella nostra società. Si presume che tutti gli esseri umani, almeno una volta nella vita hanno sofferto di lombaggine acuta. Il mal di schiena affligge  il 50-70% della popolazione. La sintomatologia dolorosa di questa patologia, fortunatamente, in  molti casi    occupa  un breve periodo della vita.

La diagnosi può mostrarsi come:

  • dolore da “spondilo-disco-artrosi”processi degenerativi sia ossei sia discali,
  • dolore da atteggiamenti posturali patologici (ipercifosi, iperlordosi, scoliosi etc..),
  • dolore da protrusione discale acuta e/o recidivante,
  • dolore da ernia discale acuta e/o cronica e/o recidivante senza intervento chirurgico,
  • dolore da esito negativo di una laminectomia,
  • dolore da stenosi del canale vertebrale,
  • dolore da esiti da trauma della colonna vertebrale,
  • dolore da instabilità vertebrale,

Le localizzazioni di queste patologie si possono trovare lungo tutta  la colonna vertebrale: cervicale, dorsale, lombare, lombosacrale, sacrale e coccigea.
L’efficacia della terapia aumenta con la precocità del trattamento in riferimento alla comparsa della sintomatologia dolorosa.

 

La postura è l’adattamento fisico, psichico ed emozionale di ogni individuo all’ambiente circostante.
Quasi tutte  le patologie dolorose   del  sistema osteo-articolare e del sistema vestibolare inducono ad  un errore  nel controllo dei movimenti del corpo  e si  instaurano dei difetti posturali di compenso  che a loro volta innescano un circolo vizioso fino ad instaurare  un dolore persistente.
Per capire l’importanza dello studio della  posturologia è necessario aprire una parentesi che spieghi l’entità delle problematiche a cui si va incontro  in caso di inefficace controllo dell’equilibrio psico-fisico cioè della postura  dell’individuo. Per esempio le patologie cronico-degenerative della colonna vertebrale si riscontrano in tutti i settori lavorativi dell’agricoltura, dell’industria e del terziario. Il mal di schiena, i dolori cervicali e le lombalgie sono i sintomi più frequenti con  costi economici e sociali importanti (assenze per malattia, cure, cambiamenti di lavoro, invalidità) e rappresentano uno dei principali problemi sanitari nel mondo del lavoro. Il National Institute of Occupational Safety and Health (NIOSH - USA) pone tali patologie al secondo posto nella lista dei dieci problemi di salute più rilevanti nei luoghi di lavoro.

La rieducazione posturale  comprende:

  • Analisi delle disfunzioni posturali
  • Rimozione delle cause (dove è possibile)
  • Trattamento inteso come riequilibrio dell’atteggiamento posturale fisiologico.

Riprogrammare l’assetto posturale attraverso un corretto approccio terapeutico-riabilitativo è importante per la salute psico-fisica dell’individuo.

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