Dolore & Postura

 

Il  “DOLORE” è un problema mondiale di grande rilievo sanitario e sociale, è il sintomo più frequente di quasi tutte le malattie.
In  presenza della sensazione dolorosa  il primo atto medico deve essere volto ad effettuare una corretta ed esauriente DIAGNOSI che porti ad identificare l’evento eziologico che lo ha generato.  
Il  dolore deve essere un obiettivo prioritario da affrontare e debellare il più precocemente possibile, per evitare l’instaurarsi  di sindromi algiche croniche spesso intrattabili.
Uno dei grandi paradossi della medicina è la sottovalutazione del dolore.
Recenti statistiche indicano che molti pazienti (circa il 70%, o più), non ricevono  un adeguato trattamento per il dolore.
Un dolore non calmato produce una serie di sofferenze nocive per il benessere fisico e psichico e un inadeguato trattamento del dolore rallenta  il processo di guarigione con un aumento delle spese mediche, sanitarie e sociali.
La diagnosi della natura del dolore è sempre molto complessa. Essa  necessita di convalidati strumenti di valutazione    di  criteri semeiologici .
Le principali classificazioni del dolore sono di tipo nocicettivo (viscerale o somatico), di tipo neuropatico e misto e di tipo idiopatico.

Il dolore nocicettivo è quello dovuto all’azione dello stimolo algogeno sui nocicettori (recettori del dolore) periferici presenti nei vari tessuti ed in grado di segnalare un danno in atto e/o potenziale.
Può essere definito:

  • somatico   quando è causato dalla attivazione dei nocicettori presenti nella cute, nel sottocute nei muscoli e nei tessuti profondi (come l’osso, la pleura ecc). Peggiora con il movimento. 
  • viscerale   dovuto a un danno a carico di organi innervati dal sistema nervoso simpatico (ad es. compressione o stiramento di organi addominali o toracici). Il dolore viscerale

spesso non è facilmente localizzabile e può essere riferito in altre parti del corpo rispetto al punto in cui origina.
Viene in genere riferito come sordo, gravativo, vibrante.

Il  dolore neuropatico è  quello dovuto ad un danno del sistema nervoso centrale e/o periferico. Si tratta cioè di una anomalia anatomica e/o funzionale del meccanismo di segnalazione del dolore, senza l’attivazione dei nocicettori. E’ spesso di tipo urente o percepito come una sensazione di bruciore, formicolio o scossa elettrica. Può essere associato o meno a deficit sensitivi, allodinia (alterata percezione del dolore cioè risposta dolorosa  ad uno stimolo tattile o meccanico classificato  innocuo), iperalgesia o disestesia (accentuata percezione del dolore).
A seconda poi della sede, il dolore neuropatico si può definire:

  • centrale
  • periferico (neurinomi, mono-polineuropatie da diabete, da farmaci, da carenza di vitamine, da    compressione di nervi, CRPS (distrofia simpatico-riflessa) da traumi o esiti chirurgici).

Il dolore misto è quando coesistono le due  componenti, cioè il nocicettivo e il neuropatico (es. avulsioni di plessi, nevralgia post-erpetica).

Il dolore idiopatico è quello di cui non si conosce l’origine, cioè un dolore    non   dovuto a cause esterne note ovvero senza causa apparente.   Tuttavia si può pensare a un dolore il cui livello di intensità descritto dal paziente non abbia una corrispondenza  organica immediata. Esistono, comunque,  casi specifici di somatizzazione, da identificare e da diagnosticare con accuratezza. Nel   dolore persistente è presente una componente di sofferenza psicologica di cui tener  conto nell’ambito  di un approccio terapeutico globale.

Il dolore si può presentare come acuto, cronico o persistente e ricorrente.

Il “dolore acuto”, che può essere di “intensità lieve-moderato” e di “intensità moderato-severo”, è associato generalmente  ad una causa identificata con chiarezza ed ha una durata limitata; di solito scompare una volta ottenuta la guarigione della lesione che lo aveva generato.
Il “dolore persistente o cronico” viene interpretato come un dolore che persiste oltre il periodo di guarigione di una lesione acuta, oppure una forma di dolore associato a malattie progressive, oppure un dolore che persiste da oltre sei mesi.
IL “dolore ricorrente” è considerato quello che risulta di incerta collocazione tra acuto e persistente.
Curare il dolore significa, quindi, ricercare e trattare le cause che lo provocano ed i meccanismi che lo mantengono.

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