Il dolore da cancro

 

può essere curato efficacemente nella grande maggioranza dei casi.

Nel  paziente sofferente da cancro, l’unico approccio realistico è la soppressione del dolore per migliorare la qualità della vita residua.  Il dolore da cancro, a parte la sua funzione iniziale di utile allarme di alterata funzionalità  dell’organismo, diventa inutile, dannoso e fonte di sofferenza totale in situazioni veramente disagevoli e invalidante sia a livello psichico sia a livello fisico. Il dolore da cancro è un fenomeno duplice: la percezione della sensazione e la reazione emozionale che da esso scaturisce.  L’intensità del dolore varia da paziente a paziente in base alla cultura, alla morale, all’umore, alle precedenti esperienze dolorose e all’attesa di guarigione. Il dolore da cancro viene   definito “dolore totale”   per  identificare la  sua complessità nelle varie componenti come:

  • L’origine somatica:

dovute al tessuto neoplastico : infiltrazione dei tessuti ossei, compressione e/o infiltrazione dei  tessuti nervosi, interessamento viscerale, ulcerazione e infezione, ipertensione endocranica ;
legate al tumore:  contratture muscolari, decubiti, stitichezza, candidosi, linfedema,  nevralgia post-erpetica,  trombosi venosa profonda, embolia polmonare;
legate alla terapia: Dolore post intervento chirurgico, infiammazioni e/o fibrosi e/o mielopatia e/o neuropatia post-radioterapica,  necrosi asettica dell’osso;
non dipendenti da tumore o da terapie: -artriti e artrosi, mal di testa muscolo tensiva o emicranica o psicogena, dolore miofasciale, dolore di origine cardiovascolare, nevriti;

  • La depressione:

perdita del ruolo di famiglia, perdita della posizione sociale, perdita del prestigio sul lavoro, decadimento psichico, insonnia, stanchezza, alterazioni dell’aspetto;

  • L’ansia:

paura del dolore, paura della morte, paura dell’ospedale, paura del ricovero, preoccupazioni  per la famiglia, problemi finanziari, perdita di controllo del proprio corpo, incertezza del futuro;

  • La rabbia:

difficoltà burocratiche, fallimento delle cure, mancanza di visite di amici, irreperibilità dei medici, ritardi diagnostici.

Il primo colloquio  dell’algologo  con il paziente deve seguire un filo logico nel raccogliere tutte le informazioni per poter impostare un corretto schema terapeutico. Uno schema meglio conosciuto è quello denominato PQRST (-Palliative – Quality – Radiation – Severity – Temporal -) di Gray.

La difficoltà globale di valutare il dolore neoplastico è dovuto  al fatto che questo sintomo ha una natura strettamente individuale. Esso non si presta facilmente alla misurazione e richiede  una raccolta e una valutazione di dati sia obiettivi sia soggettivi. Esattamente, alcuni elementi come    l’insonnia, la fatica, l’ansia, la paura, la rabbia, la noia, la depressione, la tristezza, il decadimento fisico, l’introversione, l’isolamento, abbassano la soglia del dolore;  mentre  altri come  il sonno, il riposo, la simpatia, la comprensione, la solidarietà, le attività diversive, la diminuzione dell’ansia, l’innalzamento dell’umore, il controllo dei sintomi, la disponibilità, la percezione di nuovi obiettivi, la innalzano.

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